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Sui sistemi anticaduta, e sulle cosiddette linee vita in particolare, come sappiamo, c’è una normativa che lascia spazio a libere interpretazioni che aggiunta alla complessa burocrazia in materia non aiuta a gestire le questioni tecniche legate alle installazioni.

 

 

 

 

Ecco qui 10 punti su cui cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e che speriamo possano esservi utili nelle situazioni tecniche:

 

1)      “… il cavo a lungo andare si infragilisce…”  il cavo delle linee di tipo C, se correttamente installato, non ha situazioni di fragilità o per lo meno non più degli altri elementi; infatti, se è vero che il cavo è la parte più esposta e spesso maggiormente utilizzata in un sistema anticaduta, lo stesso, solitamente, è nel materiale concettualmente migliore per tale uso, ossia l’acciaio inox Aisi 316. Questa tipologia di materiale consente alla fune di mantenere l’elasticità richiesta e allo stesso tempo di non ricadere in problemi di ruggini o sfilacciamenti.

 

2)      “… le linee vita sono brutte…”de gustibus noi diremmo, ma più che altro questa affermazione è dovuta alla standardizzazione (soprattutto per l’altezza dei paletti); è chiaro che tecnica ed estetica possono camminare di pari passo, basta cucire il sistema anticaduta sull’edificio da mettere in sicurezza, tenendo in considerazione altezza dei pacchetti di copertura e contesti, una linea vita può essere funzionale alle manutenzioni lasciando all’occhio la sua parte.

 

3)      “… ci vuole la linea vita…” non sempre, le messe in sicurezza delle coperture sono necessarie in casi prestabiliti dalle normative di riferimento, ad ogni modo vi sono sistemi che possono essere maggiormente funzionali (in alcuni casi) come i parapetti e coperture in cui “geometricamente” nonché da un punto di vista degli sforzi, la linea vita “non ci sta”, per cui bisogna orientarsi verso sistemi di ancoraggio singoli come i punti di ancoraggio di tipo A.

 

4)      “… la linea vita ha maggiore necessità di manutenzione…”anche qui le variabili sono molte ma sistemi di tipo C e di tipo A hanno le medesime necessità di manutenzione (la c.d. revisione) stabilite da normativa e dalle indicazioni del costruttore.

 

5)      “… ma sono sempre andati su così…”si, le brutte abitudini sono dure ad esser rimpiazzate, ma così non è più possibile lavorare e far lavorare, vuoi perché chi ha sempre fatto così, come tutti, migliora la qualità del suo lavoro e non è più disposto a metter gravemente in pericolo la sua incolumità per fare qualcosa che tra l’altro è contro la legge; vuoi perché questa legge appunto ritiene direttamente responsabile il committente.

 

6)      “… farà piovere dentro…” nel 2016 le tecniche di impermeabilizzazione sono tali per cui ogni attività, se adeguatamente prevista e “studiata”, è eseguibile senza creare problemi alla impermeabilizzazione della copertura.

 

7)      “… i sistemi anticaduta sono costosi…” anche qui le variabili sono moltissime, ma in fin dei conti, per fare qualsiasi attività manutentiva sulla vostra copertura (poniamo che l’antenna non vi funzioni), quanto costerebbe l’allestimento di un ponteggio per l’accesso e di parapetti temporanei? Oppure di un operatore che installi sistemi anticaduta temporanei e poi lavori con quelli?

 

8)      “… l’installazione la può fare chiunque…”come in tutte le cose noi crediamo che ad “ognuno il suo”, comunque è vero, chiunque abbia adeguata esperienza, corsi di formazione per lavori in quota, D.P.I. di III categoria, abilitazione all’installazione del sistema, dotazione adeguata per l’installazione e il collaudo in opera e tralasciamo tutto quanto è “burocratico” ma doveroso, può installare un sistema anticaduta.

 

9)       “… le linee vita sono tutte uguali…” – il fatto è che le tipologie di sistemi anticaduta sono oramai tante quanti sono i tipi di solaio o di copertura (ed è necessario sia così) per cui ad ogni tipo si abbinerà la sua “linea”: laterocemento, legno, acciaio, varese, lamiera, finto coppo… mettereste benzina sulla vostra auto a diesel?

 

10)   “… ma bastano meno punti…” – chi fa studi di fattibilità per sistemi anticaduta, come noi, è improntato a mettere lo stretto indispensabile (salvo casi particolari) per incidere il minimo da un punto di vista estetico ed economico nel pieno rispetto delle richieste normative: la concorrenza e il mercato sono ampi e l’informazione è giustamente diffusa. Non si vuole “fregare” nessuno ma dare un prodotto ed un servizio che possano risponderne per anni in piena responsabilità; quando vi sono meno elementi, potrebbe essere che non ve ne siano a sufficienza e, da un punto di vista tecnico ma soprattutto funzionale, un sistema incompleto è inutile.

 

Siamo certi con questo schema di aver creato un maggiore focus, ma anche di avervi dato uno spunto di riflessione da cui partire per condividere le vostre esperienze sul nostro sito,  qualora desideriate approfondire l’argomento saremo ben lieti di essere a vostra disposizione, quindi fateci sapere il vostro punto di vista e raccontateci le vostre esperienze in materia.

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